Percorso
Articoli archiviati
I nostri eventi
| I formaggi di Pecora di Langa di Silvio |
|
| Scritto da Administrator |
| Giovedì 10 Settembre 2009 18:30 |
|
Ma la Langa non è solo questo e forse occorre un visitatore un po’ più attento per comprendere come oggi alcune tradizioni che rischiavano di scomparire vengono preservate dal lavoro dei nuovi “langhet”. E’ il caso di Silvio Pistone, giovane casaro che da qualche hanno ha reintrodotto le pecore di Langa (quasi scomparse, poiché ritenute poco redditizie, rispetto al nobile vino) in un’azienda agricola a Borgomale, dove si producono eccellenti formaggi (tome di pecora). Entrare nel suo caseificio è come entrare nel salotto di casa sua, dove ogni oggetto è scelto, ha un significato ed è frutto di ricerca e della passione che lo ha condotto a fare questa scelta di vita.
Dimenticate l’idea dei laboratori tristi ed asettici e seppure nel rispetto delle restrittive normative igieniche, anche di fronte ai tavoli da lavoro in acciaio qui si respira un intenso calore.Oggi Silvio ha costruito anche un forno nel quale ogni giovedì prepara un pane cotto forno a legna che è il giusto abbinamento per le sue tome.
Nell’angolo del giardino una piccola costruzione in legno è diventata quella che chiamerebbero la sala degustazioni, ma che in realtà è un luogo accogliente e chiede di sedersi attorno ad un tavolo per trascorrere un momento in compagnia di amici, parlando di formaggio e di queste terre non sempre facili, quanto straordinariamente belle.
Silvio è l’esempio dell’altra Langa, quella più intima, quella più umanamente ricca, quella per cui assaggiare il formaggio significa omaggiare il lavoro di un uomo, le tradizioni dei vecchi ed una terra di grande fascino.
|
|||
| Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2009 11:02 |



Oggi la Langa sembra essere lontana anni luce dalle immagini evocate nei libri di Pavese o di Fenoglio. Alla Langa della povera gente si è sostituita una terra ricca e conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini e la sua gastronomia: Alba, Barolo, Barbaresco, Grinzane sono le tappe ormai immancabile per la visita di questo territorio.
Dimenticate l’idea dei laboratori tristi ed asettici e seppure nel rispetto delle restrittive normative igieniche, anche di fronte ai tavoli da lavoro in acciaio qui si respira un intenso calore.