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Il vento fa il suo giro: ritratto della valle Maira
 
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Scritto da Administrator   
Giovedì 10 Settembre 2009 19:01

 ventogiro1.jpgUn meraviglioso film di Giorgio Diritti come invito a scoprire una valle: la Valle Maira (provincia di Cuneo)!  Il Vento fa il suo giro è il titolo di questo lungometraggio che si svolge nelle valli occitane del Piemonte.

Protagonista è un ex professore francese, alla ricerca di un’esistenza secondo i tempi della natura per sé e la sua famiglia. L’uomo si è fat  to contadino-pastore e viene a insediarsi a Chersogno.

La storia si sviluppa in una dimensione corale dove si distinguono due entità; il "paese" e la famiglia del pastore francese: una vibrante osservazione di uomini che nella briciola di tempo della loro esistenza cercano un'identità che gli corrisponda, credono di poterla gestire, costruire, la inseguono, la ricercano disperatamente; o di altri che non la identificano più, avendo fatto proprio il ruolo che gli schemi della società o le amarezze della vita gli hanno costruito attorno.

In questa dimensione tutto appare sospeso, possibile ma allo stesso tempo definito. Affiora la sensazione del destino, come ricorda una piccola filosofia popolare citata da uno dei personaggi del film: "Le cose sono come il vento, prima o poi ritornano.”

Gli eventi propongono una riflessione sulle scelte personali, su quelle che potranno caratterizzare il futuro, che potranno forse modificarlo per renderci intimamente più felici, in pace con noi stessi.

 

L’arrivo dell’ex professore assume un particolare significato per la rinascita del villaggio occitano di Chersogno, spopolato dall’emigrazione.

Ciò nonostante l’integrazione fra identità e motivazioni di vita maturate dai vari personaggi della storia è tutt’altro che facile. Il limite umano si manifesta anche di fronte ai progetti più nobili e ai grandi sogni. Nelle pieghe si annidano contrasti, invidie, risorgono antiche chiusure; ipocrisie che crescono, autoalimentandosi, fino a trasformare agli occhi di molti il professore francese in un intruso, in un diverso.

 
Lo scenario che l’ambiente di montagna offre, diviene esso stesso interprete della storia nei contrasti che le stagioni, le differenze di quota e di luce, offrono.
 
Il rapporto con la "diversità" diviene man mano il punto cardine dell'evoluzione narrativa, come un ostacolo o comunque un passaggio inevitabile nel rapporto dell'uomo con la propria identità e con la realizzazione di sé.
La "diversità" come disagio o arricchimento a seconda delle posizioni dei diversi protagonisti.
La "diversità" è l'elemento scatenante del conflitto, che mette in discussione le certezze, le convinzioni, condiziona gli eventi, le scelte, trasforma le persone, ne ribalta il ruolo e va a proporre un sicuro spunto di riflessione sulla capacità delle società di evolversi nella valorizzazione delle diverse identità.
 
Senza contatto, scambio di valori e accoglienza, non può esserci sviluppo umano e qualità dell’esistere e sembra inevitabile che a questo si giunga solo con il travaglio, che solo la dimensione tragica possa risvegliare nell'uomo una coscienza, da cui possa germogliare una dimensione di speranza e di fiducia.
 
Un invito al cinema, ma anche a scoprire una valle di rara bellezza.
 
Maggiori informazioni:

Il vento fa il suo giro

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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2009 11:01